Tipologie di materiali per porte interne

Con questo articolo desideriamo fornire una guida alle tipologie di materiali per porte interne. Come saprete esistono molte tipologie di porte interne, queste non solo variano per la loro forma ma anche e soprattutto per la loro sostanza. Conoscere quindi i diversi materiali è necessario per scegliere ed acquistare la porta interna adatta alle vostre esigenze.

Le porte interne si dividono a seconda dei materiali di cui sono composte in:

  • Porte in Legno
  • Porte Laccate
  • Porte in MDF
  • Porte Impialliacciate
  • Porte in Laminato
  • Porte in Laminatino
  • Porte in Vetro

Porte in Legno: il legno è uno dei materiali più utilizzati per la fabbricazione di porte interne. E’ sicuramente un materiale che ha una lunga durata nel tempo e una buona robustezza.

Le porte in legno si dividono in:

Legno massello o massiccio, sono porte in legno ricavato dal tronco dell’albero, dalla parte quindi più interna e più densa dell’albero che è poi anche la parte più longeva.

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Legno massello

Legno tamburato, il telaio della porta è in legno massello, l’interno della struttura è composto da listelle o cartone alveolare a nido d’ape e ricoperto da entrambi i lati con fogli di compensato o MDF. Sono tipologie di porte molto leggere e resistenti.

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Legno tamburato

Legno listellare, è un pannello composto da un’anima listellare (in genere pioppo o abete) di legno massello, le parti incollate perpendicolarmente tra loro formano una lastra unica che può essere rivestita in vari modi, impiallacciati, laminati o MDF. Questi pannelli sono molto resistenti e indeformabili nel tempo.

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Legno listellare

-Legno lamellare, ha la stessa composizione del legno listellare è solo diversa la dimensione del legno massello. Il legno segato non deve superare alcune dimensioni trasversali, si differenzia da quello listellare per la diversa larghezza di base.

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Legno lamellare

Porte Laccate:  le porte laccate sono composte da un pannello in fibre di legno verniciato. La laccatura può essere opaca, lucida o metallizzata e proprio per questo trattamento si possono ottenere tantissime colorazioni. La struttura di una porta laccata si differenzia per il tipo di lavorazione: massello, listellare o tamburato a seconda della scelta.

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Laccato

Porte in MDF: Il MDF (Medium density fiberboard, pannello di fibra a media densità) è un derivato del legno, è composto da fibre di legno trattate a secco con un impasto di formaldeide. Può essere diviso in tre categorie distinte in base al processo impiegato e alla densità: bassa (LDF), media (MDF) e alta (HDF). E’ un materiale molto versatile e resistente.

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MDF

Porte Impialliacciate: questi panelli per porte interne sono composti da legname di diverso tipo ricoperto con un sottile tranciato di legno detto piallaccio. Il pannello che viene scelto per la copertura è di un legno pregiato tagliato lungo la vena o controvena o nella radica dell’albero.

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Impiallacciato

Porte Laminate: il laminato è un sottile foglio di resina melaminica, incollata per mezzo di colla a pannelli di origine lignea (MDF). La laminatura può essere eseguita su entrambe le facce del pannello.

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MDF Laminato

Porta in Laminatino: è un materiale ad alta resistenza all’umidità, al calore, al fuoco, ai graffi e alle macchie, e riproduce sapientemente le venature del legno su carta laminata rivestita con materiali plastici che fungono da protezione.

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Laminatino

Porta in Vetro: Se la porta è realizzata interamente in vetro questo può essere temperato o stratificato. Il vetro temperato si ottiene sottoponendo le lastre di vetro ad un trattamento termico di 700 gradi ed eseguendo poi un raffreddamento. Questo vetro è molto sicuro e in caso di rottura si frammenta in piccolissimi pezzi non pericolosi. Il vetro stratificato è anche esso un vetro di sicurezza che non si divide in molteplici pezzi quando viene fratturato. Alla rottura, uno strato intermedio, tipicamente di polivinilbutirrale (PVB), interviene mantenendo insieme gli strati di vetro che lo circondano. Ciò che differenzia queste tipologie di vetri è che il vetro stratificato si ottiene assemblando più lastre di vetro mediante l’applicazione di intercalari plastici (PVB, SG, EVA).

 

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La porta a Libro

Questa tipologia di porta è conosciuta nella sua versione più semplice, la porta a Soffietto. Chi non ha mai posseduto nella propria abitazione, oppure visto in quella dei genitori o di qualche parente una porta a soffietto? Quest’ultima infatti è una soluzione molto utilizzata, poiché versatile ed economica, per chiudere piccoli ambienti, ripostigli o spazi della casa in cui non è possibile inserire una porta battente.

In realtà quando ci sono piccoli spazi di manovra e d’ingombro esiste un’altra tipologia di porta interna che è preferibile scegliere rispetto a quella a Soffietto, quella a Libro. La porta a Libro è consigliabile per ragioni di carattere estetico, per la durata del serramento nel tempo, per la sua usabilità e soprattutto se si desidera non solo dividere con semplicità un ambiente dall’altro ma crearne uno vero e proprio.

La porta a Libro ha un’altra “sorella” che appartiene alla famiglia della tipologia di porte salva spazio ovvero quella Scorrevole. Quest’ultima richiede però, nel momento dell’applicazione, maggiore intervento nella muratura dell’abitazione e molto spesso un investimento maggiore rispetto a quella a Libro.

Fatte queste considerazioni, la porta a Libro è la migliore scelta di serramento in situazioni che richiedono un piccolo ingombro. Questa tipologia di porta si presenta articolata in due o più ante che nel momento di apertura si impacchettano lateralmente ricordando appunto un libro. Il movimento avviene grazie ad un perno posto verticalmente e a cerniere che creano dialogo tra le ante.

La porta a Libro ha le stesse caratteristiche di una porta a battente, può quindi essere realizzata in diversi materiali come legno, pvc, vetro o resine e può accessoriata a seconda della funzione e dello spazio nel quale deve essere impiegata.

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La porta a Bilico

Tra le tipologie di porte esistenti ce n’è una, quella a bilico, che è sconosciuta a molti. É però in realtà una porta che si adegua benissimo ad una molteplicità di usi e spazi, questo perché il suo sistema di apertura ne permette l’inserimento anche in ambienti di modeste dimensioni. Le caratteristiche di una porta a bilico sono le stesse di una porta a battente, tranne per quanto riguarda il sistema di apertura e chiusura. Infatti questa tipologia di porta non si apre facendo leva su cerniere laterali ma attraverso un sistema definito pivotante, ovvero rotante attraverso un perno verticale.

Le porte a bilico vengono realizzate a filo muro, la loro versatilità infatti non sta solo nel minore ingombro ma anche nell’estetica. La porta a bilico può essere realizzata in diversi materiali, diventando quindi una vera e propria parete e in diverse misure fino a raggiungere dimensioni notevoli. La sua apparenza quando è chiusa è di estrema integrazione con l’ambiente circostante, infatti può essere dipinta dello stesso colore delle pareti, può ospitare mensole, librerie o quadri ad esempio; nel momento di apertura invece oltre a non creare ingombro da all’ambiente una fluidità e linearità senza uguali.

Per queste e molte altre qualità la porta a bilico è oggi da molti una scelta funzionale, di design e arredo.

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Come sostituire la maniglia di una porta?

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Sarà capitato a chiunque di voi di trovarsi a dovere sostituire la maniglia di una porta interna della propria casa.

Prima di chiamare un fabbro e di spendere molto denaro ognuno di voi avrà pensato… ma se cerco sul web qualche consiglio per il fai da te?

Bene, se seguirete i nostri semplici consigli sostituire la vostra vecchia maniglia con una nuova sarà semplice ed economico.

Quello che vi serve:

Maniglia nuova

Cacciavite

Iniziamo!

 

Bastano  poche semplici mosse:

  1. Avvicinatevi alla maniglia e svitate facendole ruotare le due piastre (possono essere rotonde o quadrate) che hanno la funzione di coprire le viti da entrambe le parti. Se osservate la porta vi renderete conto che la maniglia è montata specularmente, quindi le azioni che vengono compiute per la parte A sono le stesse che devono essere ripetute per la parte B. Sfilate le piastre e svitate le 6 viti presenti, sono tre per ogni lato.
  1. Svitate le viti che fissano ciascuna maniglia alla porta potete estrarre le maniglie dal perno.
  1. Estraete anche il perno con una chiave ad L ( asta a sezione quadrata che permette il movimento della maniglia) questa è sempre inclusa nella vendita del serramento.

A questo punto prendete la coppia di maniglie e portatele al negozio in cui desiderate acquistare il nuovo serramento, fatevi consigliare un modello simile che potete montare da soli senza difficoltà oppure acquistate la nuova coppia sul nostro shop online.

Il procedimento di montaggio della nuova maniglia è lo stesso che avete dovuto fare per smontare quella vecchia ma ovviamente le azioni devono essere ripetute al contrario.

E questo procedimento è il medesimo per tutti i serramenti.

QUINDI… BUON LAVORO!

Volete dei consigli per scegliere le maniglie delle porte interne?

Leggete il nostro articolo di maggio!

Consigli maniglie per porte interne

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Come si misura una porta interna?

Prendere le misure di una porta interna, senza l’intervento nella propria abitazione di un tecnico qualificato, è un’operazione molto semplice e chiunque può farlo, anche i meno esperti. Questa conoscenza permette una facilitazione nella richiesta di preventivi alle aziende che si occupano di vendita di serramenti e quindi un minore dispendio di tempo, oppure l’acquisto libero nei grandi centri distributivi. Ma arriviamo al dunque, come prendere in modo autonomo le misure di una porta interna?

Le condizioni per la misurazione da verificare sono due e a ciascuna di queste corrispondono metodi differenti di rilevamento:

1-Se installiamo una nuova porta occorre verificare le misure in larghezza e altezza tra i punti interni del contro telaio (cioè dell’apertura nella parete nella quale andrà poi ad essere inserita la porta).

2-Se invece vogliamo sostituire una porta esistente la misurazione parte dai punti interni del telaio già presente (aprite la porta e prendete le misure dal telaio istallato alla parete).

Dopo avere verificato queste due condizioni e scelto la propria condizione di appartenenza possiamo procedere alla misurazione. La distanza tra i punti rilavati viene chiamata luce. Le porte sono costruite con misure standard (salvo alcuni casi di fuori misura) che si aggirano tra i 70-80-90 cm in larghezza e in altezza tra i 210 cm con telaio già istallato e tra i 215 cm con misurazione da contro telaio; tutte le misure si intendono rilevate con pavimento finito, se così non fosse va calcolato l’ingombro del pavimento a lavoro ultimato. Dunque, salvo rari casi riscontrerete misure in larghezza e altezza simili a quelle citate.

Un’altra caratteristica da misurare è poi lo spessore. Per spessore si intende la profondità della parete sulla quale la porta verrà istallata. Le misure delle pareti variano tra gli 9 cm e gli 11 cm considerando l’intonaco finito. Tutte le misure vanno prese dal lato A della porta ovvero dal lato dove non sono presenti le cerniere.

Infine va considerato il verso della porta (dx o sx) che si considera dal senso in cui la mano spinge il pannello nell’atto di apertura.

Se avete seguito i consigli precedenti sarete adesso in possesso di quattro parametri:

  • Larghezza

  • Altezza

  • Spessore

  • Senso di apertura della porta

Adesso siete pronti per consegnare le vostre misure e richiedere un preventivo corretto ad un’azienda oppure per acquistare da soli una porta interna in uno store rivenditore.

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Come si scelgono le porte interne?

Come scegliere porte interne adatte alla propria abitazione?

Quando si arreda una casa la prima cosa da considerare sono porte, pavimenti, finestre e colore delle pareti. E’ importante scegliere uno stile ben preciso per non creare confusione e dare omogeneità agli interni. Se, ad esempio, i pavimenti sono di colore chiaro il consiglio è quello di scegliere porte nelle tonalità del bianco, del grigio o del legno naturale. Ma non solo il colore è da considerare. Una pavimentazione in marmo, così elegante e ricercata, non potrà di certo essere abbinata a porte colorate e ultramoderne, così come un pavimento in cotto non starà bene con porte antiche e troppo sfarzose.

Porte in vetro, in legno, decorate o semplici, parquet, piastrelle, cotto o sassi, cosa scegliere?

Innanzitutto decidete lo stile che avrà la vostra casa e in secondo luogo i colori che preferite. Poi potrete iniziare ad accostare le varie tipologie di pavimenti alle porte che più vi piacciono. Le porte per interni sono necessarie per suddividere i locali di un’abitazione e garantire una migliore privacy ai suoi inquilini. Le porte contribuiscono ad attenuare i rumori e aggiungono importanti dettagli stilistici. Se scelte con cura, possono divenire dei veri e propri complementi d’arredo che migliorano l’effetto estetico finale di una casa o di un appartamento. Le porte di questo tipo vengono realizzate con materiali vari e si differenziano per i sistemi di apertura di cui sono dotate.

Per avere la certezza di acquistare una porta di buona qualità, destinata a durare a lungo nel corso degli anni, è consigliabile controllare la tipologia di legname o altra materia prima utilizzata per la sua realizzazione. Le porte per interni possono essere classificate anche in base al loro sistema di apertura. Sicuramente quelle più apprezzate e adoperate per essere installate in edifici pubblici e privati, sono quelle a battente. Possono avere una o due ante e la loro superficie può essere semplice oppure lavorata. Sono molto semplici da montare e se le cerniere sopra le quali vengono imperniate sono di buona qualità, possono durare molti anni senza necessitare di alcuna manutenzione. L’acquisto delle porte oltre a una serie di valutazioni tecniche richiede anche considerazioni a livello di stile e di gusto personale.

Per esempio, in una casa le porte devono essere obbligatoriamente tutte uguali? Assolutamente no.
Per la zona notte infatti si opta spesso per modelli più tradizionali, in essenza o laccati, mentre per la zona giorno, in particolare per separare soggiorno e cucina, è frequente la scelta di scorrevoli, soprattutto in vetro. Per non parlare delle porte di ripostigli o bagni, che hanno spesso aperture salva spazio.
Detto questo, deve esserci un criterio: un filo conduttore comune che le colleghi alle finiture dei mobili e dell’eventuale battiscopa (che deve essere uguale al coprifilo della porta, se presente).

Per conoscere le tipologie di porte vi rimandiamo al prossimo articolo!

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